Ragionamenti finanziari: giorno secondo

Dalle argomentazioni sostenute nel giorno precedente abbiamo capito che le persone del tavolo possono decidere quanto denaro far corrispondere a un’oncia, in altre parole possono decidere quanto denaro stampare. Altresì abbiamo appreso che la transazione denaro-prodotto è un motivo di presa (o perdita) di forza della valuta ma che è anche motivo di arricchimento (o impoverimento) di una delle persone sedute al tavolo. Nel particolare abbiamo capito che una persona del tavolo che voglia arricchirsi deve aumentare l’export, ovvero aumentare il flusso di prodotti in uscita (e di conseguenza aumentare anche i flussi del denaro in entrata).

Bisogna tenere in considerazione però che l’arricchimento di un paese avviene quando aumenta la propria giacenza aurea e non quando aumenta la quantità del proprio denaro. Il fatto che il dollaro abbia più potere di acquisto dello yen non presuppone che il Giappone sia meno ricco dell’America. Invece nel caso in cui il Giappone dovesse avere meno giacenza aurea dell’America allora sì che significherebbe che il Giappone è meno ricco dell’America. La forza della valuta di un paese rispetto alla valuta di un altro paese non è di per sé indicativa di ricchezza. Forza di valuta di un paese e ricchezza di un paese non sono necessariamente la stessa cosa. Un paese può avere una valuta meno forte ma essere più ricco di un altro paese, viceversa può avere una valuta più forte ma essere meno ricco.

Se una delle persone al tavolo decide di stampare denaro questo non implica che quella persona si sta arricchendo. Per esempio, se l’Europa volesse arricchirsi dovrebbe aumentare la propria riserva monetaria (ovvero l’oro in giacenza) e non stampare più carta.

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Figura 1. L’Europa stampa moneta ma non si arricchisce, perchè la propria riserva aurea è rimasta invriata. D’altra parte aumentare la moneta lasciando invariata la riserva significa diminuire il potere di acquisto della valuta.

Stampare più carta non può aumentare la ricchezza di nessuna delle persone presenti al tavolo. Stampare denaro, in generale, non arricchisce un paese. Tuttavia accumulare oro, in generale, arricchisce un paese.

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Figura 2. L’Europa accumula oro. In questo caso essendo che il deposito aumenta anche la forza dell’euro aumenta. L’Europa diventa più ricca e il suo denaro prende forza.

Per esempio, se l’Europa raddoppiasse il numero di once (si ricorda lo scenario ipotetico iniziale: 100 once e 100 euro) lasciando invariato il quantitativo di denaro significherebbe che si passerebbe da un rapporto oro-euro di 1:1 a un rapporto di oro-euro 2:1. L’euro prende forza perché ora un euro corrisponde a due once.

Supponiamo ora invece che l’America, invidiosa dell’Europa, abbia l’idea di arricchirsi stampando denaro. Si parte da una condizione in cui l’America ha 100 once e 100 dollari, in pratica un dollaro per ogni oncia. Assumiamo ora che l’America stampi denaro in modo tale da avere 200 dollari, lasciando però immutato il numero di once. L’America è più ricca di prima? No, ha solo mutato la propria corrispondenza oro-dollaro, passando da una corrispondenza oro-dollaro di 1:1 a una corrispondenza oro-dollaro di 1:2. In sostanza dopo aver stampato 100 dollari in più l’America ha ottenuto che adesso un’oncia vale due dollari, cioè un dollaro in più. L’America ha ottenuto che l’oro vale apparentemente di più, perchè vale più dollari. In verità questo ragionamento non tiene conto che non è l’oro ad aver acquistato valore ma è il denaro ad aver perso forza. Infatti, per le trattative internazionali, stampare denaro non ha cambiato assolutamente niente. Proviamo a ragionarci…

Scenario A (nessuna stampa di denaro, 100 once e 100 dollari): L’America ha una corrispondenza oro-dollaro 1:1. L’America vuole comprare un prodotto Cinese. La Cina valuta il proprio prodotto un’oncia. L’America accorda un dollaro per pagare il prodotto.
Scenario B (raddoppio del denaro, 100 once e 200 dollari): L’America ha una corrispondenza oro-dollaro 1:2. L’America uole comprare un prodotto Cinese. La Cina valuta il proprio prodotto un’oncia. L’America accorda due dollari per pagare il prodotto.

Le conseguenze dello scenario A e dello scenario B sono assolutamente identiche, infatti nella pratica è successo che:
– L’America ha perso ricchezza (ha perso oro)
– La Cina ha guadagnato ricchezza (ha guadagnato oro)
– Il dollaro ha perso forza rispetto al Renminbi (il dollaro che L’America aveva stampato non ha più corrispondenza e ora ha meno dollari e meno oro)
– Il Renminbi ha acquistato forza rispetto al Dollaro (i Renminbi che la Cina aveva stampato adesso hanno un’oncia in più nella corrispondenza)

Adesso l’America (scenario A o B è indifferente) vuole risolvere la propria perdita di forza di valuta rispetto alla Cina, cosa dovrebbe fare? Sicuramente non stampare moneta. Piuttosto l’America dovrebbe diminuire il numero di dollari stampati che hanno una corrispondenza, in modo da conferire nuovamente la forza persa alla valuta. L’America decide quindi di ritirare dollari fino a quando il rapporto dollaro-renminbi torna ad essere 1:7. Dopo aver ritirato denaro l’America si è arricchita o impoverita? Nessuna delle due. L’America, dopo aver ritirato denaro, rimane più povera della Cina di un’oncia ma almeno ha ripristinato la forza della propria valuta.

In questo discorso, circa la trattativa di scambio prodotto-denaro tra Cina e America, non si è ben capito che fine faccia il denaro che l’America spedisce alla Cina. Quando la Cina riceve dall’America un dollaro che ne fa? Ci sono tre possibilità:

  • Spedisce indietro il dollaro e richiede l’oro (in questo caso l’america decide se aggiornare la corrispondenza o ritirare il denaro)
  • Ritira il dollaro dalla circolazione (su autorizzazione) e chiede l’oncia corrispondente (questo è lo scenario che praticamente abbiamo supposto finora)
  • Tiene il dollaro e non chiede l’oncia

Ma perché la Cina dovrebbe tenere il dollaro? È veramente una possibilità da considerare? Potrebbe sembrare una scelta scellerata ma nella prossima giornata potremmo capire qualcosa di diverso…

Autore: Andrea

PhD student | Biomedical Engineer | Telemedicine | Telerehabilitation | Investor

1 commento su “Ragionamenti finanziari: giorno secondo”

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