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Come capire l’impatto degli investimenti sul futuro del proprio patrimonio netto con la app di OJB

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Vuoi scaricare la nostra applicazione? Bene, puoi farlo in fondo alla pagina. L’app è totalmente gratuita!

1  Come stimare il proprio patrimonio netto futuro con la app di OJB

Avevamo già precedentemente discusso cosa significasse investire cumulativamente in un proprio portafoglio in termini di patrimonio netto futuro. Avevamo già discusso l’importanza dell’investimento e la convenienza dello stesso. Oggi abbiamo anche la possibilità di fornire un’applicazione in grado di stimare il patrimonio netto futuro sotto determinate ipotesi.

Quando si investe nei mercati azionari è cosa buona cercare di stimare, in base ai propri profitti, quale sarà il proprio patrimonio netto da quel momento agli anni a venire.

Per poter calcolare il patrimonio netto futuro è necessario conoscere la quantità di deposito iniziale e la quantità di deposito mensile che l’ investitore ha intenzione di fornire ai propri investimenti .

Purtroppo nel web ci sono poche applicazioni che considerano il deposito mensile dell investitore e molte applicazioni invece che considerano solo il deposito iniziale.

Laddove si abbia il deposito iniziale, l’altra informazione che è necessario avere sono gli anni di accumulazione dei propri capitali e le percentuali di profitto mensile stimate. Anche se le percentuali di profitto mensile non si dovessero mantenere esattamente, almeno in media dovrebbero essere rappresentative dell’effettiva performance del portafoglio durante l’anno. Eventualmente si può inoltre tenere in considerazione l’aggiunta che deriva dalla ricezione dei dividendi.

2  L’applicazione OJB come strumento per farsi una panoramica

Nell’applicazione di OJB è possibile monitorare i propri andamenti in tre scenari possibili:

  • deposito mensile senza investimento;
  • deposito mensile con investimento ma senza reinvestimento di dividendi;
  • deposito mensile con investimento e con reinvestimento dei dividendi.

Negli esempi a seguire è possibile notare come ci sia una tremenda differenza tra le tre curve. Investire sistematicamente i dividendi porta la condizione più favorevole. Il solo fatto di mettere da parte soldi non aiuta granchè la crescita del proprio patrimonio netto.

I calcoli che sono implementati in questo tipo di software sono di tipo iterativo e vengono iterati mese dopo mese. Il software parte dal deposito iniziale e aggiunge il profitto mensile per ogni mese dell’anno, quindi 12 volte. Se ci sono dei dividendi ipotizza di reinvestirli. Infatti, alla fine di ogni anno, assume che l’ investitore decida di reinvestire il proprio dividendo e suppone che i dividendi abbiano lo yield prestabilito rispetto al valore del portafoglio.

3  Come usare la app

La app è composta di 5 riquadri in cui inserire i valori e ciascuno di essi deve essere inserito secondo quanto descritto di seguito.

Come prima cosa è necessario inserire il deposito iniziale che si vuole investire. il deposito iniziale è relativo all’ inizio di investimento e non è quello relativo all’aggiunta mensile che si vuole effettuare.

Nel secondo riquadro bisogna inserire invece il deposito mensile che si vuole effettuare, il tanto di soldi che l’invesitore aggiungerà ogni mese al portafoglio.

Nel terzo riquadro vanno inseriti gli anni che l’investitore vuole attendere prima di prelevare il proprio capitale, ovvero gli anni che si desidera trascorrere seguendo rigorosamente l’impegno imposto dalle regole di investimento.

Nel quarto riquadro si inseriscono i profitti che si pensa di poter ottenere in media mensilmente e nell’ultimo riquadro si deve inserire quanto si pensa che il proprio portafoglio debba rendere in termini di dividendi rispetto all’ investito.

Una volta inseriti i valori nei riquadri allora è possibile premere il tasto “Run” per il calcolo della stima del proprio patrimonio netto anno dopo anno. Verra mostrato un grafico in cui l’asse delle ascisse è il numero dei mesi di investimento, mentre l’asse delle ordinate rappresenta il patrimonio netto raggiunto.

L’applicazione non fa alcuna assunzione sulla valuta utilizzata (anche se viene specificato di inserire €), delle commisioni, e della tassazionione finale sul capital gain (che peraltro varia da paese a paese), perciò si rimanda all’ investitore il calcolo di tali considerazioni.

Qui di seguito viene mostrato, tramite GIF, un esempio di interazione con la app “CALCOLO DEL PIANO DI ACCUMULO” di OJB.

Figura 1. GIF illustrativa in cui vengono mostrate le modalità di utilizzo della app

4 Esempi di scenario

4.1 Modellizzazione NASDAQ

In questo esempio di scenario vogliamo cercare di modellizzare la performance del Nasdaq e simulare un investimento sull indice in 10 anni a partire da adesso supponendo che le performance storiche del Nasdaq si mantengano nel tempo.

Con questa ipotesi abbiamo che, se supponiamo di depositare inizialmente 10.000€ e di depositare mensilmente 100€, per un totale di 10 anni di piano di accumulo, con un profitto mensile di 1.25% e un dividendo annuale di 1.42%, si ottiene il risultato come in figura sotto.

Figura 2. Calcolo del valore nel tempo di un portafoglio che segue le stesse performance del NASDAQ, supponendo che esse si mantengano nel tempo. Sull’asse delle ascisse viene mostrato il tempo in mesi, sull’asse delle ordinate il valore dei propri risparmi in dollari.

Come si può notare dalle tre curve se consideriamo solo i risparmi, che è la curva nera, si ottiene un patrimonio netto finale di circa 20.000€ mentre investendo i capitali, anche senza reinvestimento dei dividendi, si ottiene, a distanza di 120 mesi, un capitale di circa 3,5 volte superiore. Investendo invece assiduamente i dividendi si ottiene addirittura un capitale di circa 80.000€, che corrisponderebbe a circa 4 volte la cifra inizialmente investita.

4.2 Modellizzazione Vanguard High dividend yield (VGWD)

In questo esempio di scenario vogliamo cercare di modellizzare la performance del’ETF Vanguard High dividend yield (VGWD) e simulare un investimento di 10 anni a partire da adesso, supponendo che le performance storiche si mantengono nel tempo.

Con questa ipotesi abbiamo che, se supponiamo di depositare 10.000€ come investimento iniziale e di depositare 100 € ogni mese, per un totale di 10 anni di piano di accumulo, con un profitto mensile del 0.6% e un dividendo annuale del 2.89%, si ottiene il risultato come in Figura 2.

Come si può notare dalle tre curve, se consideriamo solo i risparmi (curva nera) si ottiene un patrimonio netto finale di circa 20.000 € mentre investendo i capitali, anche senza reinvestimento dei dividendi, si ottiene un capitale di circa 3.5 volte superiore a distanza di 120 mesi. Reinvestendo i dividendi si ottiene addirittura un capitale di circa 50.000 €, che corrisponderebbe a circa 5 volte la cifra inizialmente investita.

Figura 3. Calcolo del valore nel tempo di un portafoglio che segue le stesse performance del VGWD, supponendo che esse si mantengano nel tempo. Sull’asse delle ascisse viene mostrato il tempo in mesi, sull’asse delle ordinate il valore dei propri risparmi in dollari.

5 Conclusioni

Attraverso questa app è possibile pianificare un opportuno piano di investimenti scegliendo a proprio piacere e sensibilità al rischio, il rendimento annuale desiderato. Attraverso questa app inoltre è possibile notare il grande vantaggio economico e la crescita più o meno costante (se non addirittura espnenziale) che si potrebbe ottenere con una visione di risparmio a medio/lungo termine ben pianificata. L’app è scaricabille gratuitamente su questo sito, cliccando sul prodotto presente in fondo alla pagina.

Al fine di migliorare la propria cultura finanziaria noi di OJB inoltre suggeriamo vivamente i libri indicati nei banner sottostante.

Se vuoi imparare a monitorare il tuo portafoglio usando la piattaforma Etoro, esiste una dashboard che ti permetterà di controllare tutti i parametri e le notizie relative alle tue azioni. Noi di OJB promuoviamo questa iniziativa perchè il fondatore sarebbe lieto di aiutare i ragazzi a capirne di più. Se vuoi scoprirne di più vai su StockverWatch cliccando l’immagine qui sotto.

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Clicca sull’immagine per andare su StockverWatch

Disclaimer: Questo articolo ha valore puramente informativo. Gli autori non sono professionisti in ambito finanziario e declinano ogni responsabilità sulle eventuali scelte di investimento effettuate dal lettore.

5.1 Appendice A – Modellizzazione del Piano di accumulo YOLO!

Al fine di proporre diverse strategie di investimento si mostra infine, il rendimento potenziale che si potrebbe ottenere investendo TUTTI I PROPRI RISPARMI in Gamestop e AMC, invece di far fruttare i propri risparmi in noiosi ETF o nei soliti stock da Boomer (dai comunque qualche spicciolo in Tesla si può mettere).

Con questa ipotesi abbiamo che, se supponiamo di depositare i 50€ (ma anche se fossero 50000 non cambia nulla) rimanenti sulla nostra Poste Pay come investimento iniziale; e di depositare 1 € ogni mese (cosa vuole che sia un caffè al mese signora mia), per un periodo temporale di 1 anni, con un profitto mensile stimato del 2000% e un dividendo annuale del 0%, si ottiene come risultato il PIL della Bielorussia.

Figura 4: Rendimento che si otterrebbe investendo in GME e AMC. Alla faccia degli hedge fund speculativi

Disclaimer: Questo articolo ha valore puramente informativo. Gli autori non sono professionisti in ambito finanziario ma consigliano fortemente di andare a informarsi sui Gruppi Reddit.

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Perchè i grafici non bastano

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In una precedente discussione mi sono soffermato a dare le motivazioni del perchè preferisco le azioni, oggi cercherò di dire perchè guardare i grafici di un titolo qualunque non serve a molto.

Intanto per capire meglio la questione bisogna riflettere sul cosa rappresentano i grafici e cioè l’andamento del prezzo del titolo. Si provi a immaginare uno scenario particolare in cui vi avvicinate al panettiere sotto casa e gli dite che volete comprare il 10% della società. Il panettiere vi dice che altre due persone volevano comprargli il 10% della sua società e che uno gli ha offerto 15,000$ mentre l’altro gli ha offerto 10,000$, è il prezzo giusto? Sarebbe sensato offrire per esempio 17,000$?

Trovo sia difficile immaginare di dare 17,000$ per una società di cui non si sa niente a parte il prezzo del 10% della società. Una cosa facilmente intuibile però è che se il primo offerente avrebbe dato 10,000$ allora significa che valutava l’azienda 100,000$ mentre il secondo offerente, che avrebbe dato 15,000$ valutava l’azienda 150,000$. Comprare il 10% della società a 17,000$ significa valutare l’azienda 170,000$. Chi ha ragione tra gli offerenti? Quale è il prezzo giusto?

Una considerazione potrebbe essere questa: se il secondo offerente ha dato il 50% in più rispetto al precedente forse la società vale addirittura di più. Alternativamente potrei pensare che gli offerenti non hanno ragionato abbastanza sulla questione. Potrei dire che hanno offerto tanto perchè è l’unico panettiere in circolazione. Potrei dire tantissime cose ma appare evidente come non siano molto solide le fondamenta su cui si basano i miei ragionamenti riguardanti il prezzo.

Per ragionare meglio la prima cosa che dovrei sapere è se l’azienda che voglio acquistare è sana, se si sta espandendo, dove e come si sta espandendo, quale è il prezzo del pane che vende e quanti ne vende all’anno. Non devo tanto ragionare sul prezzo ma devo capire se il business che sto andando a comprare ha il prezzo giusto, gonfiato o è sottovalutato, perchè solo in quest’ultimo caso allora sarebbe un’occasione.

Tutte quelle tecniche matematiche complicate che vengono applicate ai grafici dei prezzi dei titoli sono abbastanza prive di significato. Infatti chi mi dice che dopo di me arriverà qualcuno che vorrà comprare il 10% della società del panettiere a 18,000$? Mi basta il fatto che io sia il maggiore offerente per stabilire che qualcuno offrirà di più?

Mettere in moto i propri capitali per movimenti di speranza forse non è la strategia migliore. Forse la strategia migliore sarebbe quella di sedersi con il panettiere e parlare con lui dell’azienda, in modo da valutare se si è disposti a pagare il prezzo che propone per il suo 10%.

La cosiddetta analisi dei fondamentali dei titoli serve proprio a questo, a non effettuare l’acquisto di titoli solo perchè stanno salendo, solo perchè c’è un migliore offerente. Non è assolutamente detto che ci sarà sempre un miglior offerente. Il più delle volte infatti il momento migliore per comprare titoli è proprio quando la valutazione di mercato sta scendendo. Fare l’analisi dei grafici tramite strumenti matematici non aiuta in nessun modo, non porta a nessuna direzione concreta, se non alla speranza di avere ragione. Le cosiddette analisi tecniche sui grafici non trovo dicano niente di più e niente di meno di quello che già non si possa dire a occhio.

Sono abbastanza sicuro che c’è tanta gente che quando compra uno smartphone ne valutate tutte le caratteristiche tecniche a lui/lei possibili. L’invito è quello di aprire i bilanci dei titoli e valutarne tutte le carattestiche possibili, esattamente come si farebbe per gli smartphone. Guardare gli indicatori finanziari aiuta a interpretare ancora meglio i bilanci, che sono le vere specifiche tecniche delle aziende, oltre al modello di business.

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Perché le azioni sono migliori

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Come avevo accennato nel post precedente reputo sia preferibile investire, piuttosto che speculare. Questa scelta è molto legata alla tassazione sulle plusvalenze e all’illusione dell’invincibile ego che possiede il tipico speculatore, quella convinzione di battere sempre il mercato azionario, una convinzione che sul lungo termine è destinata a rivelarsi fallimentare.

Questo post è orientato al conferire le motivazioni del perché preferisco investire nelle azioni.

Il motivo principale per cui preferisco le azioni è legato al concetto della produzione, la quale penso sia la vera chiave dell’economia e della finanza globale, che sia il vero cuore pulsante dell’intero sistema finanziario ed economico. Senza il lavoro delle persone niente ha senso, nessun prezzo ha un senso. Senza innovazione e creazione il mondo non cambia, non esiste il progresso. Investire in azioni è come investire sulle idee, sulla produzione, sulle persone, sull’innovatività, sulla creazione. I titoli delle società per azioni si muovono, generano profitti, perdite, attivi, passivi, ulteriori investimenti etc. Le azioni hanno un impatto sociale importante su molti fronti e sono caratterizzate da dinamismo, caratteristica che altri contratti finanziari non hanno come ,per esempio, quelli delle materie prime, le quali sono piuttosto statiche.

Infatti attribuire l’appellativo di investimento alla compera di materie prime suona veramente strano, perché le materie prime non generano niente, non innovano, non cambiano il mondo. Investire in una valuta è già più comprensibile, perché magari qualcuno potrebbe pensare che quella particolare nazione riuscirà ad avere una moneta più forte rispetto a un’altra. Tuttavia le valute sono di per sé troppo legate al potere della politica, la quale non ha lo stesso dinamismo e resilienza di un’azienda.

Non reputo interessanti gli investimenti nell’oro per esempio, perché l’oro non produce niente, non muta nemmeno se stesso. Non trovo interessante questo genere di investimento, perché non ha in sé il concetto di produzione. Sulla stessa scia non penso siano interessanti nemmeno i Bitcoin, per lo stesso motivo. Inoltre penso sia più ragionevole comprare oro che non Bitcoin, trovo che investire in criptovalute sia un gioco d’azzardo puro.

Vedo i Bitcoin come dei numeri astratti, che non hanno niente di concreto, che non partecipano alla produzione e non sono nemmeno regolamentati in nessuna nazione. I Bitcoin sono una moneta virtuale inventata, senza regole. Le criptovalute non fanno ancora parte del sistema monetario e i motivi della loro nascita sono discutibili e tetri.

Personalmente per esempio non trovo il motivo di comprare Bitcoin, in primis perché non trovo un loro impiego e poi perché penso che un giorno questa bolla speculativa terminerà. Non penso che ci sarà sempre qualcuno disposto a pagare di più per averne, io per esempio penso che si sia già raggiunto un prezzo folle, non riconosco un valore nei Bitcoin. In effetti non capisco nemmeno perché abbiano quel prezzo, dal momento che pur avendoli non potrei nemmeno utilizzarli per effettuare acquisti nei negozi. Vedo un’origine malsana nei Bitcoin, un’origine sporca, perché principalmente non servono nella vita di tutti i giorni ma sono utili per chi deve effettuare dei movimenti discutibili di denaro, in modo sicuro, nel web sommerso. Alla fine il vero loro valore è proprio questo e non trovo interessante finanziare un valore di questo tipo. Non vedo perché dovrei interpretare i Bitcoin come la moneta del futuro, dal momento che, a seguito di una eventuale regolarizzazione, perderebbero anche il fascino che hanno adesso, diventando una moneta qualunque.

Le azioni invece appartengono a società che producono, innovano e creano; alcune di queste società cambiano il mondo e hanno ideali sani con buoni propositi. Ogni azienda nel proprio settore cerca di raggiungere l’apice, il meglio; ed è per questo che buona parte del mio portafoglio è nel settore salute, per aiutare tutte quelle società per azioni che sono occupate a pensare come rendere la vita della popolazione mondiale sana e longeva.

Le aziende producono profitto e danno dividendi mentre le criptovalute, le materie prime o le valute no, non danno dividendi. I dividendi consentono di aumentare il potere del capitale di investimento, sono nuova liquidità che può essere utilizzata per accrescere ancora di più il proprio portafoglio. Le società che danno i dividendi lasciano la libertà all’investitore di allocare il nuovo capitale dove meglio preferisce, senza dover per questo rinunciare a nessuna delle sue posizioni correnti. Vedo i dividendi come l’onestà più alta che un’azienda può dare, perché solo le società che credono veramente nel loro potere lasciano libertà ai propri investitori su parte dei loro netti. Non trovo invece interessanti le aziende che prendono gli investitori per inetti, decidendo il bello e il cattivo tempo sui propri guadagni. Per esempio non mi piace Google, perché non ha mai dato un dividendo. Qualcuno potrebbe dire che Google è un’azienda di tutto rispetto perché reinveste in se stessa e non da dividendi, il che è un punto di vista assolutamente ragionevole. Tuttavia non mi identifico con un pensiero di questo tipo, preferisco le aziende che investono in se stesse ma elargiscono anche i dividendi. Non mi piace prendere azioni di società che decidono tutto loro sui profitti, le trovo aziende insicure di se stesse, per quanto possa essere una mossa strategica.

In conclusione penso che gli investimenti più entusiasmanti siano quelli che guardano ai fondamentali delle aziende, quelle che spingono l’investitore a riflettere sul futuro delle aziende. Non trovo interessante comprare e vendere alternativamente guardando minuto dopo minuto il prezzo, anche perché personalmente preferisco di gran lunga il mio lavoro. Stare dietro al prezzo è un secondo lavoro che non trovo per niente di interessante. Perciò preferisco comportarmi da investitore che monitora la situazione di tanto in tanto ma lascia agli altri gestire il denaro. Quando i fondamentali sono buoni non c’è nessuna ragione di preoccuparsi di perdere i propri soldi, anche perché non verrebbero mai persi completamente. Il bello di investire è proprio questo: che terze persone affidabili si occupano di far fruttare il tuo denaro nel tempo, senza che tu debba preoccuparti dei temporanei alti e bassi.