Confronto di P/B ratio tra J&J, Sanofi, Roche

Il P/B (Price (prezzo)/Book(valore contabile)) ratio è un parametro molto importante per la decisione di investimento sulle azioni di una società.

Le tre aziende che andremo a confrontare sono:

  • Roche (Svizzera);
  • Sanofi (Francese);
  • J&J (Americana);

Un aspetto critico del confronto è che tali aziende sono geograficamente collocate in punti differenti e si trovano in paesi, mercati e valute differenti. Per tale ragione si deve trovare una strategia di normalizzazione per la comparazione dei vari titoli e un buon indice è appunto il P/B ratio. Intanto cerchiamo di capire, nella rispettiva valuta, quale è il valore contabile per azione di tali aziende.

J&J fa capo al NYSE (New York Stock Exchange) ed è valutata in USD (United States Dollar).

Dai documenti dello stato patrimoniale per gli anni che vanno dal 2014 al 2019 è risultato che i dati significativi di tale azienda sono quelli della tabella seguente:

Tabella 1 Dati in milioni di USD (sono evidenziati i valori contabili per azione anno dopo anno). BVPS = Book Value Per Share

Sanofi fa capo a EQUIDUCT ed è valutata in Euro.

Dai documenti dello stato patrimoniale per gli anni che vanno dal 2014 al 2019 è risultato che i dati significativi di tale azienda sono quelli della tabella seguente:

Tabella 2 Dati in milioni di EUR (sono evidenziati i valori contabili per azione anno dopo anno). BVPS = Book Value Per Share

Roche fa capo al VIRTX ed è valutata in CHF (Franchi svizzeri).

Dai documenti dello stato patrimoniale per gli anni che vanno dal 2014 al 2019 è risultato che i dati significativi di tale azienda sono quelli della tabella seguente:

Tabella 3 Dati in milioni di CHF (sono evidenziati i valori contabili per azione anno dopo anno). BVPS = Book Value Per Share

I valori tangibili sono tutti stati calcolati ma quello che è interessante confrontare sono i grafici del rapporto tra il prezzo e il valore tangibile, quello che in inglese viene chiamato P/B (Price/Book) ratio. Questo è interessante perché tale rapporto prescinde dal valore di valuta ed è indicativo di quanti dollari, euro o franchi svizzeri, devono essere pagati per il valore contabile calcolato precedentemente.

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Figura 1 Andamento del prezzo rispetto al valore contabile delle aziende Roche, Sanofi e J&J

In Figura 1 vengono confrontati gli andamenti del P/B ratio di tre aziende nel settore della salute: Roche, Sanofi e J&J.

Da questi dati si può capire che, rispetto al valore contabile:

  • Sanofi viene valutata il doppio;
  • J&J viene valutata 6 volte e mezza tanto;
  • Roche viene valutata 8 volte tanto.

Questo significa che:

  • Se Sanofi dovesse liquidare l’intera società l’investitore perderebbe la metà dell’investito;
  • Se J&J dovesse liquidare l’intera società l’investitore perderebbe circa 5/6 del capitale investito;
  • Se Roche dovesse liquidare l’intera società l’investitore perderebbe circa 7/8 del capitale investito.

Il margine di sicurezza migliore è dunque attribuito a Sanofi, perché la perdita di capitale, all’idea di istantanea liquidazione dell’intera società, è inferiore rispetto agli altri due titoli.

Qui doi seguito puoi scaricare il documento relativo a questo post:

Influenza della valuta sull’acquisto delle azioni in Etoro

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Abbiamo già evidenziato come le commissioni su Etoro possano influenzare il nostro deposito di denaro, rendendo il nostro deposito netto inferiore di quello lordo e difatti facendoci pagare una piccola commissione di deposito.

Adesso ci chiediamo come la valuta possa influenzare i nostri acquisti, con cambio valuta euro-dollaro aggiornato al 05/04/2020.

Continua a leggere “Influenza della valuta sull’acquisto delle azioni in Etoro”

Come funzionano le commissioni sui depositi di denaro in Etoro

Discussione

Quando si deposita del denaro su Etoro vengono applicate delle commissioni sulle conversioni di denaro, secondo quanto dichiarato in fondo alla seguente pagina internet ufficiale di Etoro.

Per capire meglio la questione si faccia riferimento alla conversione di valuta euro- dollaro. Supponiamo che io, italiano, voglia depositare dei soldi su Etoro.

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Confronto del lordo dei dividendi elargiti da Apple, IBM e Microsoft

In questo post vengono mostrati gli andamenti, anno dopo anno dei dividendi rilasciati da tre aziende americane nel settore della tecnologia: Apple, IBM e Microsoft. Continua a leggere “Confronto del lordo dei dividendi elargiti da Apple, IBM e Microsoft”

Apprezzamento della valuta

Recentemente il primo ministro Boris Johnson ha conquistato la vittoria alle elezioni della Gran Bretagna, provocando un’impennata di valore della sterlina. Gli speculatori finanziari, che possedevano parte dei loro soldi in sterline, avranno gioito di questo evento. Tuttavia l’apprezzamento della valuta, dal punto di vista degli inglesi può costituire, sul lungo termine, un problema serio. Cosa succede quando la valuta apprezza, come nel caso della Gran Bretagna?

Continua a leggere “Apprezzamento della valuta”

Ragionamenti finanziari: giorno secondo

Dalle argomentazioni sostenute nel giorno precedente abbiamo capito che le persone del tavolo possono decidere quanto denaro far corrispondere a un’oncia, in altre parole possono decidere quanto denaro stampare. Altresì abbiamo appreso che la transazione denaro-prodotto è un motivo di presa (o perdita) di forza della valuta ma che è anche motivo di arricchimento (o impoverimento) di una delle persone sedute al tavolo. Nel particolare abbiamo capito che una persona del tavolo che voglia arricchirsi deve aumentare l’export, ovvero aumentare il flusso di prodotti in uscita (e di conseguenza aumentare anche i flussi del denaro in entrata).

Bisogna tenere in considerazione però che l’arricchimento di un paese avviene quando aumenta la propria giacenza aurea e non quando aumenta la quantità del proprio denaro. Il fatto che il dollaro abbia più potere di acquisto dello yen non presuppone che il Giappone sia meno ricco dell’America. Invece nel caso in cui il Giappone dovesse avere meno giacenza aurea dell’America allora sì che significherebbe che il Giappone è meno ricco dell’America. La forza della valuta di un paese rispetto alla valuta di un altro paese non è di per sé indicativa di ricchezza. Forza di valuta di un paese e ricchezza di un paese non sono necessariamente la stessa cosa. Un paese può avere una valuta meno forte ma essere più ricco di un altro paese, viceversa può avere una valuta più forte ma essere meno ricco.

Se una delle persone al tavolo decide di stampare denaro questo non implica che quella persona si sta arricchendo. Per esempio, se l’Europa volesse arricchirsi dovrebbe aumentare la propria riserva monetaria (ovvero l’oro in giacenza) e non stampare più carta.

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Figura 1. L’Europa stampa moneta ma non si arricchisce, perchè la propria riserva aurea è rimasta invriata. D’altra parte aumentare la moneta lasciando invariata la riserva significa diminuire il potere di acquisto della valuta.

Stampare più carta non può aumentare la ricchezza di nessuna delle persone presenti al tavolo. Stampare denaro, in generale, non arricchisce un paese. Tuttavia accumulare oro, in generale, arricchisce un paese.

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Figura 2. L’Europa accumula oro. In questo caso essendo che il deposito aumenta anche la forza dell’euro aumenta. L’Europa diventa più ricca e il suo denaro prende forza.

Per esempio, se l’Europa raddoppiasse il numero di once (si ricorda lo scenario ipotetico iniziale: 100 once e 100 euro) lasciando invariato il quantitativo di denaro significherebbe che si passerebbe da un rapporto oro-euro di 1:1 a un rapporto di oro-euro 2:1. L’euro prende forza perché ora un euro corrisponde a due once.

Supponiamo ora invece che l’America, invidiosa dell’Europa, abbia l’idea di arricchirsi stampando denaro. Si parte da una condizione in cui l’America ha 100 once e 100 dollari, in pratica un dollaro per ogni oncia. Assumiamo ora che l’America stampi denaro in modo tale da avere 200 dollari, lasciando però immutato il numero di once. L’America è più ricca di prima? No, ha solo mutato la propria corrispondenza oro-dollaro, passando da una corrispondenza oro-dollaro di 1:1 a una corrispondenza oro-dollaro di 1:2. In sostanza dopo aver stampato 100 dollari in più l’America ha ottenuto che adesso un’oncia vale due dollari, cioè un dollaro in più. L’America ha ottenuto che l’oro vale apparentemente di più, perchè vale più dollari. In verità questo ragionamento non tiene conto che non è l’oro ad aver acquistato valore ma è il denaro ad aver perso forza. Infatti, per le trattative internazionali, stampare denaro non ha cambiato assolutamente niente. Proviamo a ragionarci…

Scenario A (nessuna stampa di denaro, 100 once e 100 dollari): L’America ha una corrispondenza oro-dollaro 1:1. L’America vuole comprare un prodotto Cinese. La Cina valuta il proprio prodotto un’oncia. L’America accorda un dollaro per pagare il prodotto.
Scenario B (raddoppio del denaro, 100 once e 200 dollari): L’America ha una corrispondenza oro-dollaro 1:2. L’America uole comprare un prodotto Cinese. La Cina valuta il proprio prodotto un’oncia. L’America accorda due dollari per pagare il prodotto.

Le conseguenze dello scenario A e dello scenario B sono assolutamente identiche, infatti nella pratica è successo che:
– L’America ha perso ricchezza (ha perso oro)
– La Cina ha guadagnato ricchezza (ha guadagnato oro)
– Il dollaro ha perso forza rispetto al Renminbi (il dollaro che L’America aveva stampato non ha più corrispondenza e ora ha meno dollari e meno oro)
– Il Renminbi ha acquistato forza rispetto al Dollaro (i Renminbi che la Cina aveva stampato adesso hanno un’oncia in più nella corrispondenza)

Adesso l’America (scenario A o B è indifferente) vuole risolvere la propria perdita di forza di valuta rispetto alla Cina, cosa dovrebbe fare? Sicuramente non stampare moneta. Piuttosto l’America dovrebbe diminuire il numero di dollari stampati che hanno una corrispondenza, in modo da conferire nuovamente la forza persa alla valuta. L’America decide quindi di ritirare dollari fino a quando il rapporto dollaro-renminbi torna ad essere 1:7. Dopo aver ritirato denaro l’America si è arricchita o impoverita? Nessuna delle due. L’America, dopo aver ritirato denaro, rimane più povera della Cina di un’oncia ma almeno ha ripristinato la forza della propria valuta.

In questo discorso, circa la trattativa di scambio prodotto-denaro tra Cina e America, non si è ben capito che fine faccia il denaro che l’America spedisce alla Cina. Quando la Cina riceve dall’America un dollaro che ne fa? Ci sono tre possibilità:

  • Spedisce indietro il dollaro e richiede l’oro (in questo caso l’america decide se aggiornare la corrispondenza o ritirare il denaro)
  • Ritira il dollaro dalla circolazione (su autorizzazione) e chiede l’oncia corrispondente (questo è lo scenario che praticamente abbiamo supposto finora)
  • Tiene il dollaro e non chiede l’oncia

Ma perché la Cina dovrebbe tenere il dollaro? È veramente una possibilità da considerare? Potrebbe sembrare una scelta scellerata ma nella prossima giornata potremmo capire qualcosa di diverso…