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Come capire l’impatto degli investimenti sul futuro del proprio patrimonio netto con la app di OJB

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Vuoi scaricare la nostra applicazione? Bene, puoi farlo in fondo alla pagina. L’app è totalmente gratuita!

1  Come stimare il proprio patrimonio netto futuro con la app di OJB

Avevamo già precedentemente discusso cosa significasse investire cumulativamente in un proprio portafoglio in termini di patrimonio netto futuro. Avevamo già discusso l’importanza dell’investimento e la convenienza dello stesso. Oggi abbiamo anche la possibilità di fornire un’applicazione in grado di stimare il patrimonio netto futuro sotto determinate ipotesi.

Quando si investe nei mercati azionari è cosa buona cercare di stimare, in base ai propri profitti, quale sarà il proprio patrimonio netto da quel momento agli anni a venire.

Per poter calcolare il patrimonio netto futuro è necessario conoscere la quantità di deposito iniziale e la quantità di deposito mensile che l’ investitore ha intenzione di fornire ai propri investimenti .

Purtroppo nel web ci sono poche applicazioni che considerano il deposito mensile dell investitore e molte applicazioni invece che considerano solo il deposito iniziale.

Laddove si abbia il deposito iniziale, l’altra informazione che è necessario avere sono gli anni di accumulazione dei propri capitali e le percentuali di profitto mensile stimate. Anche se le percentuali di profitto mensile non si dovessero mantenere esattamente, almeno in media dovrebbero essere rappresentative dell’effettiva performance del portafoglio durante l’anno. Eventualmente si può inoltre tenere in considerazione l’aggiunta che deriva dalla ricezione dei dividendi.

2  L’applicazione OJB come strumento per farsi una panoramica

Nell’applicazione di OJB è possibile monitorare i propri andamenti in tre scenari possibili:

  • deposito mensile senza investimento;
  • deposito mensile con investimento ma senza reinvestimento di dividendi;
  • deposito mensile con investimento e con reinvestimento dei dividendi.

Negli esempi a seguire è possibile notare come ci sia una tremenda differenza tra le tre curve. Investire sistematicamente i dividendi porta la condizione più favorevole. Il solo fatto di mettere da parte soldi non aiuta granchè la crescita del proprio patrimonio netto.

I calcoli che sono implementati in questo tipo di software sono di tipo iterativo e vengono iterati mese dopo mese. Il software parte dal deposito iniziale e aggiunge il profitto mensile per ogni mese dell’anno, quindi 12 volte. Se ci sono dei dividendi ipotizza di reinvestirli. Infatti, alla fine di ogni anno, assume che l’ investitore decida di reinvestire il proprio dividendo e suppone che i dividendi abbiano lo yield prestabilito rispetto al valore del portafoglio.

3  Come usare la app

La app è composta di 5 riquadri in cui inserire i valori e ciascuno di essi deve essere inserito secondo quanto descritto di seguito.

Come prima cosa è necessario inserire il deposito iniziale che si vuole investire. il deposito iniziale è relativo all’ inizio di investimento e non è quello relativo all’aggiunta mensile che si vuole effettuare.

Nel secondo riquadro bisogna inserire invece il deposito mensile che si vuole effettuare, il tanto di soldi che l’invesitore aggiungerà ogni mese al portafoglio.

Nel terzo riquadro vanno inseriti gli anni che l’investitore vuole attendere prima di prelevare il proprio capitale, ovvero gli anni che si desidera trascorrere seguendo rigorosamente l’impegno imposto dalle regole di investimento.

Nel quarto riquadro si inseriscono i profitti che si pensa di poter ottenere in media mensilmente e nell’ultimo riquadro si deve inserire quanto si pensa che il proprio portafoglio debba rendere in termini di dividendi rispetto all’ investito.

Una volta inseriti i valori nei riquadri allora è possibile premere il tasto “Run” per il calcolo della stima del proprio patrimonio netto anno dopo anno. Verra mostrato un grafico in cui l’asse delle ascisse è il numero dei mesi di investimento, mentre l’asse delle ordinate rappresenta il patrimonio netto raggiunto.

L’applicazione non fa alcuna assunzione sulla valuta utilizzata (anche se viene specificato di inserire €), delle commisioni, e della tassazionione finale sul capital gain (che peraltro varia da paese a paese), perciò si rimanda all’ investitore il calcolo di tali considerazioni.

Qui di seguito viene mostrato, tramite GIF, un esempio di interazione con la app “CALCOLO DEL PIANO DI ACCUMULO” di OJB.

Figura 1. GIF illustrativa in cui vengono mostrate le modalità di utilizzo della app

4 Esempi di scenario

4.1 Modellizzazione NASDAQ

In questo esempio di scenario vogliamo cercare di modellizzare la performance del Nasdaq e simulare un investimento sull indice in 10 anni a partire da adesso supponendo che le performance storiche del Nasdaq si mantengano nel tempo.

Con questa ipotesi abbiamo che, se supponiamo di depositare inizialmente 10.000€ e di depositare mensilmente 100€, per un totale di 10 anni di piano di accumulo, con un profitto mensile di 1.25% e un dividendo annuale di 1.42%, si ottiene il risultato come in figura sotto.

Figura 2. Calcolo del valore nel tempo di un portafoglio che segue le stesse performance del NASDAQ, supponendo che esse si mantengano nel tempo. Sull’asse delle ascisse viene mostrato il tempo in mesi, sull’asse delle ordinate il valore dei propri risparmi in dollari.

Come si può notare dalle tre curve se consideriamo solo i risparmi, che è la curva nera, si ottiene un patrimonio netto finale di circa 20.000€ mentre investendo i capitali, anche senza reinvestimento dei dividendi, si ottiene, a distanza di 120 mesi, un capitale di circa 3,5 volte superiore. Investendo invece assiduamente i dividendi si ottiene addirittura un capitale di circa 80.000€, che corrisponderebbe a circa 4 volte la cifra inizialmente investita.

4.2 Modellizzazione Vanguard High dividend yield (VGWD)

In questo esempio di scenario vogliamo cercare di modellizzare la performance del’ETF Vanguard High dividend yield (VGWD) e simulare un investimento di 10 anni a partire da adesso, supponendo che le performance storiche si mantengono nel tempo.

Con questa ipotesi abbiamo che, se supponiamo di depositare 10.000€ come investimento iniziale e di depositare 100 € ogni mese, per un totale di 10 anni di piano di accumulo, con un profitto mensile del 0.6% e un dividendo annuale del 2.89%, si ottiene il risultato come in Figura 2.

Come si può notare dalle tre curve, se consideriamo solo i risparmi (curva nera) si ottiene un patrimonio netto finale di circa 20.000 € mentre investendo i capitali, anche senza reinvestimento dei dividendi, si ottiene un capitale di circa 3.5 volte superiore a distanza di 120 mesi. Reinvestendo i dividendi si ottiene addirittura un capitale di circa 50.000 €, che corrisponderebbe a circa 5 volte la cifra inizialmente investita.

Figura 3. Calcolo del valore nel tempo di un portafoglio che segue le stesse performance del VGWD, supponendo che esse si mantengano nel tempo. Sull’asse delle ascisse viene mostrato il tempo in mesi, sull’asse delle ordinate il valore dei propri risparmi in dollari.

5 Conclusioni

Attraverso questa app è possibile pianificare un opportuno piano di investimenti scegliendo a proprio piacere e sensibilità al rischio, il rendimento annuale desiderato. Attraverso questa app inoltre è possibile notare il grande vantaggio economico e la crescita più o meno costante (se non addirittura espnenziale) che si potrebbe ottenere con una visione di risparmio a medio/lungo termine ben pianificata. L’app è scaricabille gratuitamente su questo sito, cliccando sul prodotto presente in fondo alla pagina.

Al fine di migliorare la propria cultura finanziaria noi di OJB inoltre suggeriamo vivamente i libri indicati nei banner sottostante.

Se vuoi imparare a monitorare il tuo portafoglio usando la piattaforma Etoro, esiste una dashboard che ti permetterà di controllare tutti i parametri e le notizie relative alle tue azioni. Noi di OJB promuoviamo questa iniziativa perchè il fondatore sarebbe lieto di aiutare i ragazzi a capirne di più. Se vuoi scoprirne di più vai su StockverWatch cliccando l’immagine qui sotto.

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Disclaimer: Questo articolo ha valore puramente informativo. Gli autori non sono professionisti in ambito finanziario e declinano ogni responsabilità sulle eventuali scelte di investimento effettuate dal lettore.

5.1 Appendice A – Modellizzazione del Piano di accumulo YOLO!

Al fine di proporre diverse strategie di investimento si mostra infine, il rendimento potenziale che si potrebbe ottenere investendo TUTTI I PROPRI RISPARMI in Gamestop e AMC, invece di far fruttare i propri risparmi in noiosi ETF o nei soliti stock da Boomer (dai comunque qualche spicciolo in Tesla si può mettere).

Con questa ipotesi abbiamo che, se supponiamo di depositare i 50€ (ma anche se fossero 50000 non cambia nulla) rimanenti sulla nostra Poste Pay come investimento iniziale; e di depositare 1 € ogni mese (cosa vuole che sia un caffè al mese signora mia), per un periodo temporale di 1 anni, con un profitto mensile stimato del 2000% e un dividendo annuale del 0%, si ottiene come risultato il PIL della Bielorussia.

Figura 4: Rendimento che si otterrebbe investendo in GME e AMC. Alla faccia degli hedge fund speculativi

Disclaimer: Questo articolo ha valore puramente informativo. Gli autori non sono professionisti in ambito finanziario ma consigliano fortemente di andare a informarsi sui Gruppi Reddit.

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Come valutare il rischio delle azioni (esempio comparativo di 7 aziende farmaceutiche)

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La valutazione del rischio di investimento può essere ragionevolmente condotta utilizzando il valore contabile di un’azienda, il cosiddetto book value. La domanda a cui si dovrebbe rispondere nel valutare il rischio è: se l’azienda in cui si vuole investire venisse liquidata totalmente oggi quale sarebbe il capitale che rimarrebbe ai soci?

Qui di seguito viene discusso un esempio di valutazione del rischio, comparando tra loro 7 aziende presenti nel mercato azionario:

  1. GSK (GlaxoSmithKline)
  2. SNY (Sanofi)
  3. JNJ (Johnson & Johnson)
  4. PFE (Pfizer)
  5. BMY (Bristol-Myers Squibb Co)
  6. RO (Roche Holding AG)
  7. NVS (Novartis)

Tutti i dati sono stati valutati dal 2014 al 2019 e per i dati 2020-2021 si è proceduto a valutare il rischio supponendo che il valore percentuale di variazione si mantenesse. I dati 2020-2021 non sono quindi da ritenersi definitivi e/o validi ma costituiscono solo un’indicazione, per l’investitore, da valutare quartile dopo quartile.

Per il calcolo del rischio di investimento si è preso in considerazione il valore contabile delle varie aziende dichiarato nei loro bilanci. Inoltre è stato preso in considerazione il valore di capitalizzazione di mercato delle sette aziende per ogni anno.

La formula utilizzata per il calcolo del rischio annuale è la seguente:

\( RISK = 1-\frac{1}{MC/BV} \)

In cui:

  • \( RISK \) è il rischio associato all’investimento;
  • \( MC \) è la capitalizzazione di mercato delle società;
  • \( BV \) è il valore contabile delle società.

La formula precedente è stata valutata previa conversione di tutti i valori in dollari.

Nelle figura seguente vengono mostrati i risultati.

Figura 1. Grafici rappresentanti il rischio calcolato per le 7 aziende farmaceutiche di interesse.

Come si può notare le aziende a rischio minore nel 2019 sono BMY e SNY. In generale SNY si è mostrata sempre a rischio minore rispetto a tutte le altre società, in modo costante nel tempo, sebbene con rischio in crescita dal 2017. Ciò dimostra che Sanofi riesce a tenere, in termini di crescita di valore contabile, il prezzo che il mercato le attribuisce. A fronte di un investimento di 100\$ su SNY per esempio, nel caso dovesse essere liquidata l’intera azienda, rimarrebbero disponibili circa 50\$ (2019), mentre per BMY rimarrebbero meno di 40\$ (2019).

Tuttavia se il trend di rischio di BMY si mantiene allora il grafico è destinato a calare, che in effetti, in base alle dichiarazioni dell’ultimo quartile Q3 2020, è quello che sta succedendo. Sembrerebbe quindi che BMY stia facendo uscire celermente gli investitori dalla condizione di rischio in cui si trovavano nel 2017.

Se è vero che il rischio è alto per le restanti aziende è anche vero che non è l’unico parametro che conta quando si decide l’investimento, la qual cosa è ben testimoniata da BMY. Andrebbe infatti anche valutato se le aziende sono in grado di far uscire l’investitore da una brutta condizione di rischio, oppure se tendono a fargli aumentare il rischio sul capitale investito.

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Piano di accumulo (PAC), simulazione di due possibili scenari

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Nel seguente articolo, saranno mostrati i ricavi che si possono ottenere prendendo in esame due possibli scenari di rendimento di un piano di accumulo (PAC), simulati tramite un programma scritto in Python.

Descrizione degli scenari

In ognuno dei due scenari, si ipotizza un investimento iniziale di 10.000€ e una quota di 200€ versata mensilmente nel nostro (PAC):

In ogni scenario sono previste tre possibili strategie di investimento:

  1. La somma mensilmente allocata verrà depositata nel conto e non investita.
  2. La somma mensilmente allocata verrà depositata nel nostro PAC.
  3. La somma mensilmente allocata verrà depositata in PAC; i dividendi ottenuti verrano reinvestiti annualmente.

In entrambi gli scenari non saranno considerate la tassazione sul capital gain e il costo dell’inflazione.

Scenario 1

Rendimento annuo dell’1.92%, dividendo annuale dell’1.5%

Questo scenario, ipotizza la rendita in caso di un mercato con basso rendimento e con una bassa percentuale di dividendi. Dal grafico di Figura 1, si nota un andamento pressochè lineare dei nostri invesitmenti, con una pendenza sempre più ripida al variare della tre strategie di invstimento

Al termine dei venti anni, la somma totale depositata sara di 58.000€. Investendo invece i nostri risparmi, nello stesso periodo di tempo si otterrà una somma pari 72.915€ (25,71% di guadagno rispetto alla somma versata). Rinvestendo annualmente i dividendi, la nostra rendita complessiva sarà di 87.796€ (51,37% di guadagno rispetto alla somma versata).

Scenario 2

Rendimento annuo del 6.68% e un dividendo annuale dell’1.8%

Questo scenario, ipotizza l’andamento dei notri invesimenti in caso di un piano di accumulo avente la stessa rendita media dell’inidice Standard and Poor degli ultimi 20 anni e di una percentuale di rilascio di dividendi aggiornata alla media del Settembre 2020 dello stesso indice. In questo caso, lo scenario di Figura 2  prospetta un rendimento con un andamento di tipo esponenziale.

Al termine dei vent’anni, la somma totale depositata sara di 58.000€. Investendo invece i nostri risparmi, nello stesso periodo di tempo si otterrà una somma pari 137.701€ (137% di guadagno rispetto alla somma versata). Rinvestendo annualmente i dividendi, il nostro guadagno complessivo sarà di 177.601€ (306% di guadagno rispetto alla somma versata).

Conclusioni

Tramite dei piani di accumulo con i rendimenti sopra ipotizzati, è stato possibile avere un ampio margine di ritorno sugli investimenti, sia nel caso di uno scenario conservativo, sia nel caso di uno scenario corrispondente all’andamento del mercato azionari attuale.

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Come confrontare alcuni fondamentali di tre aziende: Nike, Puma e Adidas

chart close up data deskReading Time: 3 minutes

La aziende: Nike, Adidas e Puma hanno un business similare e sono tutte e tre abbondantemente ben inserite nel contesto sportivo. Sebbene risiedano in paesi diversi con regole fiscali differenti possono essere comparate tra loro in modo normalizzato rispetto alla valuta.

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Stocks arena: Allianz VS AXA

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In questo verrà effettuato un confronto dei fondamentali di due aziende nel settore finanziario: Allianz e AXA. Quelli che verranno discussi sono gli indicatori che tipicamente ha senso valutare, per poi effettuare ulteriori approfondimenti tramite i bilanci delle singole aziende.

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Perché le azioni sono migliori

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Come avevo accennato nel post precedente reputo sia preferibile investire, piuttosto che speculare. Questa scelta è molto legata alla tassazione sulle plusvalenze e all’illusione dell’invincibile ego che possiede il tipico speculatore, quella convinzione di battere sempre il mercato azionario, una convinzione che sul lungo termine è destinata a rivelarsi fallimentare.

Questo post è orientato al conferire le motivazioni del perché preferisco investire nelle azioni.

Il motivo principale per cui preferisco le azioni è legato al concetto della produzione, la quale penso sia la vera chiave dell’economia e della finanza globale, che sia il vero cuore pulsante dell’intero sistema finanziario ed economico. Senza il lavoro delle persone niente ha senso, nessun prezzo ha un senso. Senza innovazione e creazione il mondo non cambia, non esiste il progresso. Investire in azioni è come investire sulle idee, sulla produzione, sulle persone, sull’innovatività, sulla creazione. I titoli delle società per azioni si muovono, generano profitti, perdite, attivi, passivi, ulteriori investimenti etc. Le azioni hanno un impatto sociale importante su molti fronti e sono caratterizzate da dinamismo, caratteristica che altri contratti finanziari non hanno come ,per esempio, quelli delle materie prime, le quali sono piuttosto statiche.

Infatti attribuire l’appellativo di investimento alla compera di materie prime suona veramente strano, perché le materie prime non generano niente, non innovano, non cambiano il mondo. Investire in una valuta è già più comprensibile, perché magari qualcuno potrebbe pensare che quella particolare nazione riuscirà ad avere una moneta più forte rispetto a un’altra. Tuttavia le valute sono di per sé troppo legate al potere della politica, la quale non ha lo stesso dinamismo e resilienza di un’azienda.

Non reputo interessanti gli investimenti nell’oro per esempio, perché l’oro non produce niente, non muta nemmeno se stesso. Non trovo interessante questo genere di investimento, perché non ha in sé il concetto di produzione. Sulla stessa scia non penso siano interessanti nemmeno i Bitcoin, per lo stesso motivo. Inoltre penso sia più ragionevole comprare oro che non Bitcoin, trovo che investire in criptovalute sia un gioco d’azzardo puro.

Vedo i Bitcoin come dei numeri astratti, che non hanno niente di concreto, che non partecipano alla produzione e non sono nemmeno regolamentati in nessuna nazione. I Bitcoin sono una moneta virtuale inventata, senza regole. Le criptovalute non fanno ancora parte del sistema monetario e i motivi della loro nascita sono discutibili e tetri.

Personalmente per esempio non trovo il motivo di comprare Bitcoin, in primis perché non trovo un loro impiego e poi perché penso che un giorno questa bolla speculativa terminerà. Non penso che ci sarà sempre qualcuno disposto a pagare di più per averne, io per esempio penso che si sia già raggiunto un prezzo folle, non riconosco un valore nei Bitcoin. In effetti non capisco nemmeno perché abbiano quel prezzo, dal momento che pur avendoli non potrei nemmeno utilizzarli per effettuare acquisti nei negozi. Vedo un’origine malsana nei Bitcoin, un’origine sporca, perché principalmente non servono nella vita di tutti i giorni ma sono utili per chi deve effettuare dei movimenti discutibili di denaro, in modo sicuro, nel web sommerso. Alla fine il vero loro valore è proprio questo e non trovo interessante finanziare un valore di questo tipo. Non vedo perché dovrei interpretare i Bitcoin come la moneta del futuro, dal momento che, a seguito di una eventuale regolarizzazione, perderebbero anche il fascino che hanno adesso, diventando una moneta qualunque.

Le azioni invece appartengono a società che producono, innovano e creano; alcune di queste società cambiano il mondo e hanno ideali sani con buoni propositi. Ogni azienda nel proprio settore cerca di raggiungere l’apice, il meglio; ed è per questo che buona parte del mio portafoglio è nel settore salute, per aiutare tutte quelle società per azioni che sono occupate a pensare come rendere la vita della popolazione mondiale sana e longeva.

Le aziende producono profitto e danno dividendi mentre le criptovalute, le materie prime o le valute no, non danno dividendi. I dividendi consentono di aumentare il potere del capitale di investimento, sono nuova liquidità che può essere utilizzata per accrescere ancora di più il proprio portafoglio. Le società che danno i dividendi lasciano la libertà all’investitore di allocare il nuovo capitale dove meglio preferisce, senza dover per questo rinunciare a nessuna delle sue posizioni correnti. Vedo i dividendi come l’onestà più alta che un’azienda può dare, perché solo le società che credono veramente nel loro potere lasciano libertà ai propri investitori su parte dei loro netti. Non trovo invece interessanti le aziende che prendono gli investitori per inetti, decidendo il bello e il cattivo tempo sui propri guadagni. Per esempio non mi piace Google, perché non ha mai dato un dividendo. Qualcuno potrebbe dire che Google è un’azienda di tutto rispetto perché reinveste in se stessa e non da dividendi, il che è un punto di vista assolutamente ragionevole. Tuttavia non mi identifico con un pensiero di questo tipo, preferisco le aziende che investono in se stesse ma elargiscono anche i dividendi. Non mi piace prendere azioni di società che decidono tutto loro sui profitti, le trovo aziende insicure di se stesse, per quanto possa essere una mossa strategica.

In conclusione penso che gli investimenti più entusiasmanti siano quelli che guardano ai fondamentali delle aziende, quelle che spingono l’investitore a riflettere sul futuro delle aziende. Non trovo interessante comprare e vendere alternativamente guardando minuto dopo minuto il prezzo, anche perché personalmente preferisco di gran lunga il mio lavoro. Stare dietro al prezzo è un secondo lavoro che non trovo per niente di interessante. Perciò preferisco comportarmi da investitore che monitora la situazione di tanto in tanto ma lascia agli altri gestire il denaro. Quando i fondamentali sono buoni non c’è nessuna ragione di preoccuparsi di perdere i propri soldi, anche perché non verrebbero mai persi completamente. Il bello di investire è proprio questo: che terze persone affidabili si occupano di far fruttare il tuo denaro nel tempo, senza che tu debba preoccuparti dei temporanei alti e bassi.

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Perchè preferisco investire

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Nel mercato azionario l’investitore e/o lo speculatore possono scegliere tra varie tipologie di contratti. Ci sono partecipanti che scelgono le azioni, altri che comprano materie prime, altri ancora sono interessati ai Bitcoin e infine ci sono anche gli esperti di trading giornaliero sulle valute. Gli atteggiamenti però principali dei partecipanti sono due: speculazione e investimento.

In questa discussione darò alcune motivazioni sul perché preferisco investire.

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Confronto di P/B ratio tra J&J, Sanofi, Roche

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Il P/B (Price (prezzo)/Book(valore contabile)) ratio è un parametro molto importante per la decisione di investimento sulle azioni di una società.

Le tre aziende che andremo a confrontare sono:

  • Roche (Svizzera);
  • Sanofi (Francese);
  • J&J (Americana);

Un aspetto critico del confronto è che tali aziende sono geograficamente collocate in punti differenti e si trovano in paesi, mercati e valute differenti. Per tale ragione si deve trovare una strategia di normalizzazione per la comparazione dei vari titoli e un buon indice è appunto il P/B ratio. Intanto cerchiamo di capire, nella rispettiva valuta, quale è il valore contabile per azione di tali aziende.

J&J fa capo al NYSE (New York Stock Exchange) ed è valutata in USD (United States Dollar).

Dai documenti dello stato patrimoniale per gli anni che vanno dal 2014 al 2019 è risultato che i dati significativi di tale azienda sono quelli della tabella seguente:

Tabella 1 Dati in milioni di USD (sono evidenziati i valori contabili per azione anno dopo anno). BVPS = Book Value Per Share

Sanofi fa capo a EQUIDUCT ed è valutata in Euro.

Dai documenti dello stato patrimoniale per gli anni che vanno dal 2014 al 2019 è risultato che i dati significativi di tale azienda sono quelli della tabella seguente:

Tabella 2 Dati in milioni di EUR (sono evidenziati i valori contabili per azione anno dopo anno). BVPS = Book Value Per Share

Roche fa capo al VIRTX ed è valutata in CHF (Franchi svizzeri).

Dai documenti dello stato patrimoniale per gli anni che vanno dal 2014 al 2019 è risultato che i dati significativi di tale azienda sono quelli della tabella seguente:

Tabella 3 Dati in milioni di CHF (sono evidenziati i valori contabili per azione anno dopo anno). BVPS = Book Value Per Share

I valori tangibili sono tutti stati calcolati ma quello che è interessante confrontare sono i grafici del rapporto tra il prezzo e il valore tangibile, quello che in inglese viene chiamato P/B (Price/Book) ratio. Questo è interessante perché tale rapporto prescinde dal valore di valuta ed è indicativo di quanti dollari, euro o franchi svizzeri, devono essere pagati per il valore contabile calcolato precedentemente.

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Figura 1 Andamento del prezzo rispetto al valore contabile delle aziende Roche, Sanofi e J&J

In Figura 1 vengono confrontati gli andamenti del P/B ratio di tre aziende nel settore della salute: Roche, Sanofi e J&J.

Da questi dati si può capire che, rispetto al valore contabile:

  • Sanofi viene valutata il doppio;
  • J&J viene valutata 6 volte e mezza tanto;
  • Roche viene valutata 8 volte tanto.

Questo significa che:

  • Se Sanofi dovesse liquidare l’intera società l’investitore perderebbe la metà dell’investito;
  • Se J&J dovesse liquidare l’intera società l’investitore perderebbe circa 5/6 del capitale investito;
  • Se Roche dovesse liquidare l’intera società l’investitore perderebbe circa 7/8 del capitale investito.

Il margine di sicurezza migliore è dunque attribuito a Sanofi, perché la perdita di capitale, all’idea di istantanea liquidazione dell’intera società, è inferiore rispetto agli altri due titoli.

Qui doi seguito puoi scaricare il documento relativo a questo post:

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Analisi dei costi e del rischio per un acquisto di opzioni call Apple

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Immaginiamo di voler valutare le opzioni call Apple con prezzo e cambio valuta euro-dollaro a sabato 21 marzo 2020, e quindi a mercato chiuso. Supponiamo lo scenario nel quale si voglia acquistare le opzioni di tale società utilizzando la piattaforma PLUS 500.

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Ragionamenti finanziari: giorno primo

Reading Time: 4 minutesImmaginiamo di avere un tavolo in cui sono sedute 5 persone chiamate: America, Cina, Europa, Giappone e UK.

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Figura 1. Cinque persone immaginarie impersonificano gli stati/continenti indicati dalle bandiere.

Supponiamo che ciascuna di queste persone abbia un quantitativo in oro uguale, diciamo 100 once, che è quella che viene tecnicamente chiamata riserva monetaria. La supposizione di un’ eguale riserva monetaria non è di per sè realistica, anche se per ora si continuerà, per semplicità, a ragionare facendo questa supposizione. Tuttavia, per ciascuno dei paesi citati, è possibile consultare le reali riserve monetarie online, in questo sito.

Dobbiamo tenere in considerazione che il cosiddetto “gold standard” è attualmente in disuso ma, almeno per ora, i ragionamenti che seguiranno vi faranno riferimento. Il motivo di questa scelta è puramente legato a motivi di semplificazione dei ragionamenti ma il lettore può stare tranquillo, poichè le complicazioni arriveranno.

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Figura 2. Ogni persona si suppone, almeno nei primi ragionamenti, che abbia lo stesso quantitativo di oro.

Supponiamo ora che ciascuna di queste persone decida di mettere per iscritto il quantitativo di once che ha in deposito e di stampare pezzi di carta di taglia diversa, i quali devono avere una corrispondenza al deposito in oro. Questi pezzi di carta circolanti e rappresentanti il deposito in oro vengono chiamati moneta o denaro. Si faccia in modo che questo denaro abbia, per ciascun paese, i seguenti nomi: Dollaro (per l’America), Renminbi (per la Cina), Euro (per l’Europa), Yen (per il Giappone) e Sterlina (per la UK). Questa strategia della corrispondenza oro-denaro consente di non muovere l’oro, il quale, a seconda della quantità, potrebbe diventare difficile da trasportare. In Figura 3 è riportata una schematizzazione in cui sul tavolo è presente il denaro e non l’oro, infatti negli scambi e nelle transazioni internazionali si preferisce far viaggiare il denaro.

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Figura 3. Le cinque persone con il loro oro e il loro denaro, con rispettivo simbolo di valuta.

Supponiamo ora che l’America, la UK e l’Europa abbiano deciso una corrispondenza 1:1 con l’oro e cioè che decidano di stampare 1 dollaro/sterlina/euro per ogni oncia. I modi e i motivi che stanno dietro la valutazione di corrispondenza moneta/oro per ora non li consideriamo ma ci torneremo in seguito. Supponiamo altresì che la Cina decida di stampare 7 Renminbi per ogni oncia e che il Giappone ne stampi 100 ogni oncia. Ora quindi ci sono:

  • 100 once per l’America e 100 Dollari sul tavolo a rappresentarne la giacenza
  • 100 once per l’Europa e 100 Euro sul tavolo a rappresentarne la giacenza
  • 100 once per la UK e 100 Sterline sul tavolo a rappresentarne la giacenza
  • 100 once per il Giappone e 10,000 Yen sul tavolo a rappresentarne la giacenza
  • 100 once per Cina e 700 Renminbi sul tavolo a rappresentarne la giacenza

Prendendo per vere queste supposizioni è possibile calcolare il rapporto di forza di una delle monete rispetto a un’altra qualunque e così nascono per esempio i seguenti: USD/CNY (1/7), USD/EUR (1/1), USD/GBP (1/1) e USD/JPY (1/100).

Arrivati a questo punto sembrerebbe che il numero di once (ovvero la riserva monetaria), che possiede ciascuna persona, determini in realtà la ricchezza di una persona al tavolo rispetto agli altri. Se tutti hanno lo stesso quantitativo di once però hanno anche la stessa ricchezza. Ma quindi, in uno scenario di questo tipo, come fa uno stato ad arricchirsi?

Supponiamo che l’America abbia un prodotto da offrire e che l’Europa voglia acquistarlo con la propria moneta, in questo caso possiamo dire che sta avvenendo una prima transazione. Facciamo l’ipotesi che l’Europa riesca ad acquistare tale prodotto dall’America per un euro. Attuando questa transazione il dollaro prende forza, perchè avrebbe una nuova corrispondenza di 100 once americane e di 1 europea  (in questo scenario un euro corrisponde a un’ oncia).

product export
Figura 4. L’export di prodotti aumenta la ricchezza dell’America. L’Europa viene indebolita dal capitale in uscita e l’euro si indebolisce rispetto al dollaro. Al netto l’Europa si è indebolita mentre l’America ha aumentato la propria ricchezza.

Il motivo per cui l’euro perde forza è dovuto al fatto che adesso, a seguito della transazione, l’Europa ha 99 once e 99 euro a rappresentarle, mentre l’America ha 101 once e 100 dollari a rappresentarle. I rapporto oro-euro è 1:1 mentre il rapporto oro-dollaro è 1,01:1. Questo significa che un dollaro vale 1.01 euro e 1 euro vale 0.99 dollari. In sostanza l’euro perde potere d’acquisto perchè l’Europa si è impoverita.

Abbiamo fatto un esempio notevolmente semplificato del concetto di giacenza e di transazione. Questo però fa capire che se una persona al tavolo vuole attrarre ricchezza deve aumentare il proprio export (ovvero aumentare i prodotti in uscita e il denaro in entrata).

Nei prossimi ragionamenti complicheremo i movimenti in questo tavolo, aumentando anche il numero degli attori coinvolti.