Stocks arena: Allianz VS AXA

In questo verrà effettuato un confronto dei fondamentali di due aziende nel settore finanziario: Allianz e AXA. Quelli che verranno discussi sono gli indicatori che tipicamente ha senso valutare, per poi effettuare ulteriori approfondimenti tramite i bilanci delle singole aziende.

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Perché le azioni sono migliori

Come avevo accennato nel post precedente reputo sia preferibile investire, piuttosto che speculare. Questa scelta è molto legata alla tassazione sulle plusvalenze e all’illusione dell’invincibile ego che possiede il tipico speculatore, quella convinzione di battere sempre il mercato azionario, una convinzione che sul lungo termine è destinata a rivelarsi fallimentare.

Questo post è orientato al conferire le motivazioni del perché preferisco investire nelle azioni.

Il motivo principale per cui preferisco le azioni è legato al concetto della produzione, la quale penso sia la vera chiave dell’economia e della finanza globale, che sia il vero cuore pulsante dell’intero sistema finanziario ed economico. Senza il lavoro delle persone niente ha senso, nessun prezzo ha un senso. Senza innovazione e creazione il mondo non cambia, non esiste il progresso. Investire in azioni è come investire sulle idee, sulla produzione, sulle persone, sull’innovatività, sulla creazione. I titoli delle società per azioni si muovono, generano profitti, perdite, attivi, passivi, ulteriori investimenti etc. Le azioni hanno un impatto sociale importante su molti fronti e sono caratterizzate da dinamismo, caratteristica che altri contratti finanziari non hanno come ,per esempio, quelli delle materie prime, le quali sono piuttosto statiche.

Infatti attribuire l’appellativo di investimento alla compera di materie prime suona veramente strano, perché le materie prime non generano niente, non innovano, non cambiano il mondo. Investire in una valuta è già più comprensibile, perché magari qualcuno potrebbe pensare che quella particolare nazione riuscirà ad avere una moneta più forte rispetto a un’altra. Tuttavia le valute sono di per sé troppo legate al potere della politica, la quale non ha lo stesso dinamismo e resilienza di un’azienda.

Non reputo interessanti gli investimenti nell’oro per esempio, perché l’oro non produce niente, non muta nemmeno se stesso. Non trovo interessante questo genere di investimento, perché non ha in sé il concetto di produzione. Sulla stessa scia non penso siano interessanti nemmeno i Bitcoin, per lo stesso motivo. Inoltre penso sia più ragionevole comprare oro che non Bitcoin, trovo che investire in criptovalute sia un gioco d’azzardo puro.

Vedo i Bitcoin come dei numeri astratti, che non hanno niente di concreto, che non partecipano alla produzione e non sono nemmeno regolamentati in nessuna nazione. I Bitcoin sono una moneta virtuale inventata, senza regole. Le criptovalute non fanno ancora parte del sistema monetario e i motivi della loro nascita sono discutibili e tetri.

Personalmente per esempio non trovo il motivo di comprare Bitcoin, in primis perché non trovo un loro impiego e poi perché penso che un giorno questa bolla speculativa terminerà. Non penso che ci sarà sempre qualcuno disposto a pagare di più per averne, io per esempio penso che si sia già raggiunto un prezzo folle, non riconosco un valore nei Bitcoin. In effetti non capisco nemmeno perché abbiano quel prezzo, dal momento che pur avendoli non potrei nemmeno utilizzarli per effettuare acquisti nei negozi. Vedo un’origine malsana nei Bitcoin, un’origine sporca, perché principalmente non servono nella vita di tutti i giorni ma sono utili per chi deve effettuare dei movimenti discutibili di denaro, in modo sicuro, nel web sommerso. Alla fine il vero loro valore è proprio questo e non trovo interessante finanziare un valore di questo tipo. Non vedo perché dovrei interpretare i Bitcoin come la moneta del futuro, dal momento che, a seguito di una eventuale regolarizzazione, perderebbero anche il fascino che hanno adesso, diventando una moneta qualunque.

Le azioni invece appartengono a società che producono, innovano e creano; alcune di queste società cambiano il mondo e hanno ideali sani con buoni propositi. Ogni azienda nel proprio settore cerca di raggiungere l’apice, il meglio; ed è per questo che buona parte del mio portafoglio è nel settore salute, per aiutare tutte quelle società per azioni che sono occupate a pensare come rendere la vita della popolazione mondiale sana e longeva.

Le aziende producono profitto e danno dividendi mentre le criptovalute, le materie prime o le valute no, non danno dividendi. I dividendi consentono di aumentare il potere del capitale di investimento, sono nuova liquidità che può essere utilizzata per accrescere ancora di più il proprio portafoglio. Le società che danno i dividendi lasciano la libertà all’investitore di allocare il nuovo capitale dove meglio preferisce, senza dover per questo rinunciare a nessuna delle sue posizioni correnti. Vedo i dividendi come l’onestà più alta che un’azienda può dare, perché solo le società che credono veramente nel loro potere lasciano libertà ai propri investitori su parte dei loro netti. Non trovo invece interessanti le aziende che prendono gli investitori per inetti, decidendo il bello e il cattivo tempo sui propri guadagni. Per esempio non mi piace Google, perché non ha mai dato un dividendo. Qualcuno potrebbe dire che Google è un’azienda di tutto rispetto perché reinveste in se stessa e non da dividendi, il che è un punto di vista assolutamente ragionevole. Tuttavia non mi identifico con un pensiero di questo tipo, preferisco le aziende che investono in se stesse ma elargiscono anche i dividendi. Non mi piace prendere azioni di società che decidono tutto loro sui profitti, le trovo aziende insicure di se stesse, per quanto possa essere una mossa strategica.

In conclusione penso che gli investimenti più entusiasmanti siano quelli che guardano ai fondamentali delle aziende, quelle che spingono l’investitore a riflettere sul futuro delle aziende. Non trovo interessante comprare e vendere alternativamente guardando minuto dopo minuto il prezzo, anche perché personalmente preferisco di gran lunga il mio lavoro. Stare dietro al prezzo è un secondo lavoro che non trovo per niente di interessante. Perciò preferisco comportarmi da investitore che monitora la situazione di tanto in tanto ma lascia agli altri gestire il denaro. Quando i fondamentali sono buoni non c’è nessuna ragione di preoccuparsi di perdere i propri soldi, anche perché non verrebbero mai persi completamente. Il bello di investire è proprio questo: che terze persone affidabili si occupano di far fruttare il tuo denaro nel tempo, senza che tu debba preoccuparti dei temporanei alti e bassi.

Perchè preferisco investire

Nel mercato azionario l’investitore e/o lo speculatore possono scegliere tra varie tipologie di contratti. Ci sono partecipanti che scelgono le azioni, altri che comprano materie prime, altri ancora sono interessati ai Bitcoin e infine ci sono anche gli esperti di trading giornaliero sulle valute. Gli atteggiamenti però principali dei partecipanti sono due: speculazione e investimento.

In questa discussione darò alcune motivazioni sul perché preferisco investire.

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Confronto di P/B ratio tra J&J, Sanofi, Roche

Il P/B (Price (prezzo)/Book(valore contabile)) ratio è un parametro molto importante per la decisione di investimento sulle azioni di una società.

Le tre aziende che andremo a confrontare sono:

  • Roche (Svizzera);
  • Sanofi (Francese);
  • J&J (Americana);

Un aspetto critico del confronto è che tali aziende sono geograficamente collocate in punti differenti e si trovano in paesi, mercati e valute differenti. Per tale ragione si deve trovare una strategia di normalizzazione per la comparazione dei vari titoli e un buon indice è appunto il P/B ratio. Intanto cerchiamo di capire, nella rispettiva valuta, quale è il valore contabile per azione di tali aziende.

J&J fa capo al NYSE (New York Stock Exchange) ed è valutata in USD (United States Dollar).

Dai documenti dello stato patrimoniale per gli anni che vanno dal 2014 al 2019 è risultato che i dati significativi di tale azienda sono quelli della tabella seguente:

Tabella 1 Dati in milioni di USD (sono evidenziati i valori contabili per azione anno dopo anno). BVPS = Book Value Per Share

Sanofi fa capo a EQUIDUCT ed è valutata in Euro.

Dai documenti dello stato patrimoniale per gli anni che vanno dal 2014 al 2019 è risultato che i dati significativi di tale azienda sono quelli della tabella seguente:

Tabella 2 Dati in milioni di EUR (sono evidenziati i valori contabili per azione anno dopo anno). BVPS = Book Value Per Share

Roche fa capo al VIRTX ed è valutata in CHF (Franchi svizzeri).

Dai documenti dello stato patrimoniale per gli anni che vanno dal 2014 al 2019 è risultato che i dati significativi di tale azienda sono quelli della tabella seguente:

Tabella 3 Dati in milioni di CHF (sono evidenziati i valori contabili per azione anno dopo anno). BVPS = Book Value Per Share

I valori tangibili sono tutti stati calcolati ma quello che è interessante confrontare sono i grafici del rapporto tra il prezzo e il valore tangibile, quello che in inglese viene chiamato P/B (Price/Book) ratio. Questo è interessante perché tale rapporto prescinde dal valore di valuta ed è indicativo di quanti dollari, euro o franchi svizzeri, devono essere pagati per il valore contabile calcolato precedentemente.

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Figura 1 Andamento del prezzo rispetto al valore contabile delle aziende Roche, Sanofi e J&J

In Figura 1 vengono confrontati gli andamenti del P/B ratio di tre aziende nel settore della salute: Roche, Sanofi e J&J.

Da questi dati si può capire che, rispetto al valore contabile:

  • Sanofi viene valutata il doppio;
  • J&J viene valutata 6 volte e mezza tanto;
  • Roche viene valutata 8 volte tanto.

Questo significa che:

  • Se Sanofi dovesse liquidare l’intera società l’investitore perderebbe la metà dell’investito;
  • Se J&J dovesse liquidare l’intera società l’investitore perderebbe circa 5/6 del capitale investito;
  • Se Roche dovesse liquidare l’intera società l’investitore perderebbe circa 7/8 del capitale investito.

Il margine di sicurezza migliore è dunque attribuito a Sanofi, perché la perdita di capitale, all’idea di istantanea liquidazione dell’intera società, è inferiore rispetto agli altri due titoli.

Qui doi seguito puoi scaricare il documento relativo a questo post:

Analisi dei costi e del rischio per un acquisto di opzioni call Apple

Immaginiamo di voler valutare le opzioni call Apple con prezzo e cambio valuta euro-dollaro a sabato 21 marzo 2020, e quindi a mercato chiuso. Supponiamo lo scenario nel quale si voglia acquistare le opzioni di tale società utilizzando la piattaforma PLUS 500. Continua a leggere “Analisi dei costi e del rischio per un acquisto di opzioni call Apple”

Ragionamenti finanziari: giorno primo

Immaginiamo di avere un tavolo in cui sono sedute 5 persone chiamate: America, Cina, Europa, Giappone e UK.

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Figura 1. Cinque persone immaginarie impersonificano gli stati/continenti indicati dalle bandiere.

Supponiamo che ciascuna di queste persone abbia un quantitativo in oro uguale, diciamo 100 once, che è quella che viene tecnicamente chiamata riserva monetaria. La supposizione di un’ eguale riserva monetaria non è di per sè realistica, anche se per ora si continuerà, per semplicità, a ragionare facendo questa supposizione. Tuttavia, per ciascuno dei paesi citati, è possibile consultare le reali riserve monetarie online, in questo sito.

Dobbiamo tenere in considerazione che il cosiddetto “gold standard” è attualmente in disuso ma, almeno per ora, i ragionamenti che seguiranno vi faranno riferimento. Il motivo di questa scelta è puramente legato a motivi di semplificazione dei ragionamenti ma il lettore può stare tranquillo, poichè le complicazioni arriveranno.

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Figura 2. Ogni persona si suppone, almeno nei primi ragionamenti, che abbia lo stesso quantitativo di oro.

Supponiamo ora che ciascuna di queste persone decida di mettere per iscritto il quantitativo di once che ha in deposito e di stampare pezzi di carta di taglia diversa, i quali devono avere una corrispondenza al deposito in oro. Questi pezzi di carta circolanti e rappresentanti il deposito in oro vengono chiamati moneta o denaro. Si faccia in modo che questo denaro abbia, per ciascun paese, i seguenti nomi: Dollaro (per l’America), Renminbi (per la Cina), Euro (per l’Europa), Yen (per il Giappone) e Sterlina (per la UK). Questa strategia della corrispondenza oro-denaro consente di non muovere l’oro, il quale, a seconda della quantità, potrebbe diventare difficile da trasportare. In Figura 3 è riportata una schematizzazione in cui sul tavolo è presente il denaro e non l’oro, infatti negli scambi e nelle transazioni internazionali si preferisce far viaggiare il denaro.

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Figura 3. Le cinque persone con il loro oro e il loro denaro, con rispettivo simbolo di valuta.

Supponiamo ora che l’America, la UK e l’Europa abbiano deciso una corrispondenza 1:1 con l’oro e cioè che decidano di stampare 1 dollaro/sterlina/euro per ogni oncia. I modi e i motivi che stanno dietro la valutazione di corrispondenza moneta/oro per ora non li consideriamo ma ci torneremo in seguito. Supponiamo altresì che la Cina decida di stampare 7 Renminbi per ogni oncia e che il Giappone ne stampi 100 ogni oncia. Ora quindi ci sono:

  • 100 once per l’America e 100 Dollari sul tavolo a rappresentarne la giacenza
  • 100 once per l’Europa e 100 Euro sul tavolo a rappresentarne la giacenza
  • 100 once per la UK e 100 Sterline sul tavolo a rappresentarne la giacenza
  • 100 once per il Giappone e 10,000 Yen sul tavolo a rappresentarne la giacenza
  • 100 once per Cina e 700 Renminbi sul tavolo a rappresentarne la giacenza

Prendendo per vere queste supposizioni è possibile calcolare il rapporto di forza di una delle monete rispetto a un’altra qualunque e così nascono per esempio i seguenti: USD/CNY (1/7), USD/EUR (1/1), USD/GBP (1/1) e USD/JPY (1/100).

Arrivati a questo punto sembrerebbe che il numero di once (ovvero la riserva monetaria), che possiede ciascuna persona, determini in realtà la ricchezza di una persona al tavolo rispetto agli altri. Se tutti hanno lo stesso quantitativo di once però hanno anche la stessa ricchezza. Ma quindi, in uno scenario di questo tipo, come fa uno stato ad arricchirsi?

Supponiamo che l’America abbia un prodotto da offrire e che l’Europa voglia acquistarlo con la propria moneta, in questo caso possiamo dire che sta avvenendo una prima transazione. Facciamo l’ipotesi che l’Europa riesca ad acquistare tale prodotto dall’America per un euro. Attuando questa transazione il dollaro prende forza, perchè avrebbe una nuova corrispondenza di 100 once americane e di 1 europea  (in questo scenario un euro corrisponde a un’ oncia).

product export
Figura 4. L’export di prodotti aumenta la ricchezza dell’America. L’Europa viene indebolita dal capitale in uscita e l’euro si indebolisce rispetto al dollaro. Al netto l’Europa si è indebolita mentre l’America ha aumentato la propria ricchezza.

Il motivo per cui l’euro perde forza è dovuto al fatto che adesso, a seguito della transazione, l’Europa ha 99 once e 99 euro a rappresentarle, mentre l’America ha 101 once e 100 dollari a rappresentarle. I rapporto oro-euro è 1:1 mentre il rapporto oro-dollaro è 1,01:1. Questo significa che un dollaro vale 1.01 euro e 1 euro vale 0.99 dollari. In sostanza l’euro perde potere d’acquisto perchè l’Europa si è impoverita.

Abbiamo fatto un esempio notevolmente semplificato del concetto di giacenza e di transazione. Questo però fa capire che se una persona al tavolo vuole attrarre ricchezza deve aumentare il proprio export (ovvero aumentare i prodotti in uscita e il denaro in entrata).

Nei prossimi ragionamenti complicheremo i movimenti in questo tavolo, aumentando anche il numero degli attori coinvolti.