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Registrazione di dati provenienti da sensori inerziali di un dispositivo Android per l’esercizio back squat.

Lo squat parallelo (Figura1B) è noto per essere un ottimo esercizio per migliorare la forza e la tonicità muscolare della parte inferiore del corpo; inoltre, è stato dimostrato un utile esercizio di riabilitazione per diverse lesioni delle ginocchia, come ad esempio carenze al legamento crociato anteriore e la sindrome femoro-rotulea [1], la quale è una patologia che coinvolge l’articolazione compresa tra l’epifisi distale del femore e la rotula. In questo articolo vogliamo esaminare i dati, provenienti da sensori inerziali, acquisiti tramite un telefono Android, durante l’esercizio di back squat. Per rilevare i dati è stato utilizzato un Samsung note 9 attraverso un’applicazione, utilizzabile su tutti i dispositivi Android. Con i dati inerziali ricevuti dal dispositivo si può ottenere una stima del tempo e dell’escursione in gradi di ogni ripetizione di un atleta, come visibile dalla Figura 2.

Metodo di svolgimento delle registrazioni

L’atleta è stato invitato a eseguire 10 ripetizioni del seguente esercizio:

  • back squat con 60 % del suo massimale, quindi con un carico esterno complessivo di 72 kg. (massimale dell’atleta è di 120kg).

Durante tutta l’esecuzione dell’esercizio è stato richiesto al soggetto di provare a mantenere lo stesso ritmo di esecuzione per ogni ripetizione.

Tabella 1: Parametri dell’atleta

L’atleta è stato equipaggiato con una fascia toracica prototipale, costruita con una cintura elastica, in modo da rendere possibile il posizionamento e la stabilizzazione del dispositivo Android sul torace (Figura 1B); al fine di poter effettuare delle registrazioni per valutare l’escursione e la durata in secondi di ogni ripetizione. È bene specificare che il telefono deve fare riferimento a due sistemi di coordinate, uno globale e uno locale, entrambi destrorsi. Il sistema di riferimento locale è solidale al telefono, mentre il sistema di riferimento globale è solidale al campo magnetico terrestre. Attraverso l’applicazione, è stato possibile registrare le rotazioni del dispositivo rispetto all’asse y di riferimento globale (nel caso specifico, l’asse y locale del telefono è parallelo all’asse trasversale anatomico (Figura1A). È stato inoltre chiesto all’atleta di attendere 5 secondi in posizione eretta prima di effettuare il numero di ripetizioni prestabilito. Al termine della prima ripetizione è stato poi richiesto all’atleta di attendere ulteriori 5 secondi, in modo da agevolare la lettura offline dei dati inerziali raccolti dal dispositivo. Durante tutta la prova lo smartphone veniva mantenuto saldo in posizione toracica dalla fascia elastica.

Figura 1: – A. Rappresentazione degli assi anatomici – B. Posizionamento del dispositivo Android durante la misurazione. È anche rappresentato il sistema di riferimento locale dello smartphone.

Risultati

Il grafico sottostante, (Figura 2) mostra le rotazioni rispetto all’asse y, secondo Eulero, del dispositivo rispetto al sistema di riferimento globale. Tali rotazioni sono state calcolate, tramite l’ambiente Matlab, dai quaternioni misurati dal dispositivo Android e sono associate alle variazioni angolari del tronco dell’atleta rispetto all’asse y del riferimento globale (Figura 1A Figura 1B). Il grafico rappresenta quindi una stima in funzione del tempo dell’angolatura assunta dall’atleta al livello del torace durante l’esecuzione.

Figura 2: Rappresentazione grafica dell’asse y del telefono parallelo all’asse trasversale anatomico.

Dal grafico, è possibile riscontrare che la differenza angolare tra angolo finale e iniziale, assunta al livello del torace, è di circa 27°. Nelle ultime ripetizioni, si può notare un leggero aumento dell’angolatura sull’asse y del 20% circa, questo probabilmente a causa di un lieve affaticamento dell’atleta nella parte finale dell’esecuzione, ipotesi sostenuta da un tempo maggiore di esecuzione delle ultime 3 ripetizioni.

Conclusioni

Non è ancora chiaro se i valori misurati siano univoci per ogni singolo atleta o possano essere considerati consistenti su un ampio campione. E‘ da valutare inoltre se, con un opportuno feedback sia possibile, per l’atleta, controllare le misurazioni rilevate.

Inoltre, tramite i sensori inerziali del telefono è possibile effettuare ulteriori misurazioni (accelerazione, velocità angolari), che saranno discusse in futuri articoli.

Nell’articolo successivo, verranno confrontati i dati inerziali del back squat con bilanciere, con quelli del back squat al multipower, così da stimare la variazione dell’angolatura rispetto all’asse trasversale del torace tra i due esercizi presi in esame.

Se quindi l’atleta risulta costretto dal macchinario a far scorrere il bilanciere sul solo asse longitudinale, cambierà qualcosa? Staremo a vedere.

Reference

[1] E. I. Fuglsang, A. S. Telling, and H. Sørensen, “Effect of Ankle Mobility and Segment Ratios on Trunk Lean in the Barbell Back Squat,” J. Strength Cond. Res., vol. 31, no. 11, pp. 3024–3033, Nov. 2017, doi: 10.1519/JSC.0000000000001872.

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Perchè i grafici non bastano

In una precedente discussione mi sono soffermato a dare le motivazioni del perchè preferisco le azioni, oggi cercherò di dire perchè guardare i grafici di un titolo qualunque non serve a molto.

Intanto per capire meglio la questione bisogna riflettere sul cosa rappresentano i grafici e cioè l’andamento del prezzo del titolo. Si provi a immaginare uno scenario particolare in cui vi avvicinate al panettiere sotto casa e gli dite che volete comprare il 10% della società. Il panettiere vi dice che altre due persone volevano comprargli il 10% della sua società e che uno gli ha offerto 15,000$ mentre l’altro gli ha offerto 10,000$, è il prezzo giusto? Sarebbe sensato offrire per esempio 17,000$?

Trovo sia difficile immaginare di dare 17,000$ per una società di cui non si sa niente a parte il prezzo del 10% della società. Una cosa facilmente intuibile però è che se il primo offerente avrebbe dato 10,000$ allora significa che valutava l’azienda 100,000$ mentre il secondo offerente, che avrebbe dato 15,000$ valutava l’azienda 150,000$. Comprare il 10% della società a 17,000$ significa valutare l’azienda 170,000$. Chi ha ragione tra gli offerenti? Quale è il prezzo giusto?

Una considerazione potrebbe essere questa: se il secondo offerente ha dato il 50% in più rispetto al precedente forse la società vale addirittura di più. Alternativamente potrei pensare che gli offerenti non hanno ragionato abbastanza sulla questione. Potrei dire che hanno offerto tanto perchè è l’unico panettiere in circolazione. Potrei dire tantissime cose ma appare evidente come non siano molto solide le fondamenta su cui si basano i miei ragionamenti riguardanti il prezzo.

Per ragionare meglio la prima cosa che dovrei sapere è se l’azienda che voglio acquistare è sana, se si sta espandendo, dove e come si sta espandendo, quale è il prezzo del pane che vende e quanti ne vende all’anno. Non devo tanto ragionare sul prezzo ma devo capire se il business che sto andando a comprare ha il prezzo giusto, gonfiato o è sottovalutato, perchè solo in quest’ultimo caso allora sarebbe un’occasione.

Tutte quelle tecniche matematiche complicate che vengono applicate ai grafici dei prezzi dei titoli sono abbastanza prive di significato. Infatti chi mi dice che dopo di me arriverà qualcuno che vorrà comprare il 10% della società del panettiere a 18,000$? Mi basta il fatto che io sia il maggiore offerente per stabilire che qualcuno offrirà di più?

Mettere in moto i propri capitali per movimenti di speranza forse non è la strategia migliore. Forse la strategia migliore sarebbe quella di sedersi con il panettiere e parlare con lui dell’azienda, in modo da valutare se si è disposti a pagare il prezzo che propone per il suo 10%.

La cosiddetta analisi dei fondamentali dei titoli serve proprio a questo, a non effettuare l’acquisto di titoli solo perchè stanno salendo, solo perchè c’è un migliore offerente. Non è assolutamente detto che ci sarà sempre un miglior offerente. Il più delle volte infatti il momento migliore per comprare titoli è proprio quando la valutazione di mercato sta scendendo. Fare l’analisi dei grafici tramite strumenti matematici non aiuta in nessun modo, non porta a nessuna direzione concreta, se non alla speranza di avere ragione. Le cosiddette analisi tecniche sui grafici non trovo dicano niente di più e niente di meno di quello che già non si possa dire a occhio.

Sono abbastanza sicuro che c’è tanta gente che quando compra uno smartphone ne valutate tutte le caratteristiche tecniche a lui/lei possibili. L’invito è quello di aprire i bilanci dei titoli e valutarne tutte le carattestiche possibili, esattamente come si farebbe per gli smartphone. Guardare gli indicatori finanziari aiuta a interpretare ancora meglio i bilanci, che sono le vere specifiche tecniche delle aziende, oltre al modello di business.